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A Palermo il ricordo del generale Dalla Chiesa. Napolitano: "La memoria impone forte vigilanza" PDF Stampa E-mail

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ricorda il "sacrificio" del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, "e quello di tanti altri caduti per mano di mafia" nel ventisettesimo anniversario dell'agguato nel quale furono uccisi il prefetto "dei cento giorni a Palermo", la moglie Emanuela Setti Carraro e l'agente della polizia, Domenico Russo.

 

Il Capo dello Stato, in un messaggio inviato stamani al prefetto di Palermo, Giancarlo Trevisone, sottolinea che: "Il sacrificio del generale dalla Chiesa e quello di tanti altri caduti per mano di mafia debbono restare vivi nella memoria di tutti ed imporre alle Istituzioni, alla società civile ed alle nuove generazioni una continua vigilanza contro le persistenti forme di presenza e di infiltrazione della criminalità organizzata, non meno pericolose anche quando meno appariscenti". E Palermo ha voluto ricordare la ricorrenza con una cerimonia, a cui ha partecipato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. "Dall'eccidio di Dalla Chiesa - ha detto Maroni - molte cose sono state fatte. E' progredita l'azione di contrasto con misure efficaci contro il crimine, ma la vittoria finale non è ancora arrivata".
Il responsabile del Viminale ha pure letto un passaggio dell'ultima intervista che Dalla Chiesa ha rilasciato a Giorgio Bocca, ed infine ha detto: "Il modo migliore per ricordare Dalla Chiesa è fare tesoro delle sue intuizioni", e in particolare dell'idea di aggredire i patrimoni mafiosi. In via Isidoro Carini, luogo dell'eccidio, sono state deposte corone di fiori. Pochissimi i cittadini presenti. Insieme a Maroni erano presenti il comandante generale dell'Arma, Leonardo Gallitelli, e il capo della polizia, Antonio Manganelli, il prefetto, Giancarlo Trevisone, il questore, Alessandro Marangoni, il comandante della Legione carabinieri Sicilia, generale Vincenzo Coppola e il comandante provinciale, Teo Luzi.

Presenti, tra gli altri, il presidente dell'Ars, Francesco Cascio, l'assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, il vice sindaco di Palermo, Francesco Scoma, il presidente della Provincia, Giovanni Avanti, l'arcivescovo di Palermo, monsignor Paolo Romeo. Alla cerimonia nella caserma dei carabinieri, intitolata al generale ucciso dalla mafia, era presente anche Simona Dalla Chiesa, la figlia del prefetto. Messaggi sono arrivati anche dal presidente del Senato, Renato Schifani, da quello della Camera, Gianfranco Fini, dai ministri Ignazio La Russa, Angelino Alfano e Stefania Prestigiacomo. In serata si svolgerà al teatro Biondo la rappresentazione unica "Poliziotta per amore" di Nando Dalla Chiesa, organizzata dal Siulp. E il generale dei carabinieri è stato ricordato anche con una messa a Milano nella basilica di Santa Maria delle Grazie a cui hanno partecipato, oltre ai rappresentanti dell'Arma, il sindaco Letizia Moratti e il figlio del generale Nando Dalla Chiesa. "Anche quest'anno - ha detto Moratti - siamo qua per confermare la gratitudine di Milano al generale Carlo Alberto dalla Chiesa che ha dato moltissimo al nostro Paese ed è stato ucciso barbaramente".

OCCORRE CHE VEDIATE IL FILMATO DI
LA STORIA SIAMO NOI, PER CAPIRE COME DALLA CHIESA
NON FU UCCISO DALLA MAFIA.
LA MAFIA NON CHIAMA AL TELEFONO PER DIRE
" DOPO IL 100 ESIMO MORTO" L OPERAZIONE CARLO ALBERTO è QUASI CONCLUSA. 1982

SI CHIAMA DEPISTAGGIO.
COME FALCONE E BORSELLINO, OMICIDIO DI STATO.

DALLA CHIESA, LA FIGLIA SA BENE COSA SUCCESSE
ALL USCITA DALLA CHIESA, QUANDO UNA DONNA DEL BORGO
PIANGENDO INFILO' LA TESTA NEL TAXI DOVE ERANO I 3 FIGLI DI CARLO ALBERTO
E PIANGENDO LA SIGNORA URLAVA " NON SIAMO STATI NOI " NON STIAMO STATI NOI.

CARLO ALBERTO DALLA CHIESA - OMICIDIO DI STATO.

LA MAFIA IN QUESTI CASI SERVE COME PARAVENTO E DEPISTAGGIO.

La fermezza di uno Stato di fronte ad eventi così gravi, deve essere formata da molteplici fattori. Giusto l'intervento del capo di stato, di governo, delle forze dell'ordine ma soprattutto dal parlamento che rappresenta tutta la nazione e leggifera di conseguenza. Un'iniziativa unanime corredata da leggi adeguate e coerentemente applicate, rafforzano appunto quella fermezza a cui accennavamo dando anche un significato più pressante alle bellissime parole utilizzate da Napolitano.
Da modesto commentatore, avrei valorizzato l'esempio eccezionale di devozione allo Stato che ha rappresentato Dalla Chiesa in un momento in cui si va disperdendo sempre più questo valore.
Un commosso ricordo

 
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